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sabato 5 ottobre 2013

ABC di internet per l'impresa



Le cose cambiano e in fretta. Ad un anno dall'uscita di "Internet per l'artigianato e la piccola impresa" a cura di CNA Torino e Camera di Commercio di Torino, è disponibile su Amazon in formato Kindle il nuovo libro scritto con Luciano Corino dal titolo "ABC di internet per l'impresa", scaricabile qui.

Il testo tiene conto delle novità in fatto di privacy e normative e di un nuovo approccio al web marketing nei due anni trascorsi dalla realizzazione del primo volume (pubblicato nel 2012 ma realizzato nel 2011).

Il successo di consensi e apprezzamenti prodotto dal libro precedente ci ha stimolati a mettere in cantiere nuove idee e nuove iniziative editoriali che, a breve, saranno disponibili con nuovi titoli editi a cura di Applicando srl.

Negli incontri e presentazioni che hanno costellato il successo della guida precedente, molte sono state le richieste di proseguire il percorso intrapreso con un testo che adeguasse i contenuti alle novità e continui cambiamenti che un settore come internet comporta, per cui, in questi giorni, abbiamo dato vita al nuovo progetto editoriale, sperando che soddisfi le esigenze di una platea sempre più vasta di imprese che operano nell'artigianato e nella piccola e media impresa.

giovedì 12 luglio 2012

Internet? Roba da giovani! Sicuri?


Troppe volte ho sentito quest'affermazione sia da parte di amici e conoscenti che da parte di clienti potenziali o, talvolta, effettivi. Ma è reale o è solo una percezione?

Facciamo parlare i numeri.
Secondo l'indagine Audiweb di maggio 2012 l'età media della popolazione online è di 35-54 anni (47,4%) suddivisa in 49,3% donne e 45,9% uomini, non solo, il 18,9% ha da 55 a 74 anni con una preponderanza maschile (18,9% contro 10,4%). I giovani, nella fascia da 18 a 24 anni rappresentano il 9,6%, un po' meglio nella fascia fra 25 e 34 anni (19,9%) quindi neanche il trenta per cento, messi insieme dunque non arrivano alla percentuale degli adulti.

Cosa ci dicono questi numeri? Anzitutto che per chi ha un'attività commerciale il sito internet è un ottimo investimento poiché comunica l'impresa (piccola o grande che sia) ad un pubblico maturo che ha la possibilità di fare scelte d'acquisto, poi che il web è sempre più rosa, rispetto a maggio dello scorso anno, le donne online sono cresciute di oltre il 10% contro gli uomini che sono saliti solo poco più del 6% e infine, che i giovani, per strano che possa sembrare, sono i meno presenti online.

Dunque per la piccola impresa e l'impresa artigiana, il sito internet si rivela un buon investimento, a patto di essere chiari nei contenuti, attenti alle esigenze psicologiche del navigatore e disponibili a dedicare il tempo necessario a gestire questo strumento che, se ben utilizzato, può rivelarsi una chiave di primaria importanza nel successo dell'attività imprenditoriale.

venerdì 8 giugno 2012

Ma questi che fanno?

Sembrerà strano ma succede spesso, molto più di quanto non si creda: il committente di un sito internet ha un'attività, artigiana, commerciale, produttiva e un'attività parallela. Ovviamente alla luce del sole, magari si tratta di un'estetista che ha anche una profumeria, o un artigiano edile che tratta anche energie alternative. Quasi sempre la seconda attività è demandata ad un parente, un figlio, il consorte... ma per risparmiare si chiede di fare un sito unico.

Un sito internet deve parlare dell'impresa, dell'attività dell'imprenditore, delle sue competenze. Un sito internet deve avere un pubblico specifico a cui rivolgersi, deve fare in modo che il navigatore trovi quello che desidera perché sta cercando qualcosa di specifico. Se gli facciamo trovare due attività diverse lo confondiamo. Quando navighiamo sappiamo quello che vogliamo, se troviamo qualcosa di ibrido sorge ovvia una domanda "ma questi di cosa si occupano? Che fanno? Quante cose fanno?". La risposta, inevitabile, conseguente è "se confondi la carne col pesce, alla fine non sai né dell'uno né dell'altro!" e da buoni navigatori, severi e pigri, come tutti i navigatori, facciamo l'unica cosa ovvia e facile che ci riesce: ce ne andiamo. Abbandoniamo il sito.

Il navigatore è pigro, non ha voglia di fare ricerche per capire bene di cosa si occupa e quante cosa fa un artigiano o un esercente. Diamogli dunque risposte esaurienti e univoche: facciamo questo e lo facciamo bene e lo facciamo così. In questo sito ci occupiamo solo di questo. Basta. Poi, un'attività nostra a noi collegata esiste e qui ti mettiamo il link per andare a visitare il sito in cui, esaurientemente, ne parliamo. Ma non di più.

Il risparmio (inesistente, a ben vedere) di fare un sito solo anziché due, è irrisorio ma il danno generato dalla confusione, di anche un solo navigatore, può essere elevatissimo. A volte basta che ci abbandoni il cliente disposto a fare un ordine notevole per causarci un danno enorme.

domenica 3 giugno 2012

La lumachina...

Risale a qualche anno fa, ero nell'ufficio di un cliente, gli giunse una telefonata, egli rispose in poche brevi battute aggiungendo che al momento era impegnato ma che poteva ricevere una e-mail, l'indirizzo? "nomeazienda, lumachina, alice.it".

Feci una fatica stratosferica a non scoppiare a ridere... "lumachina", la famosa chiocciola, l'at, il simbolo per eccellenza della posta elettronica era ridotta ad una bestiola semplice, lenta e innocua. L'e-mail, il simbolo della comunicazione istantanea, della velocità, della rapidità era diventata una lumaca.

Era un cliente che masticava poca informatica, poco marketing ed era convinto che la pubblicità migliore fosse il passaparola, altro che il sito web! Dopo il primo scaracchio che piantò nel cestino lasciai perdere il tentativo di spiegargli che il sito internet è anzitutto comunicazione, un fatto mediatico, un modo di aprire le proprie competenze al mondo. Gli chiesi quanto gli costava il catalogo cartaceo e se ogni volta che lo commissionava tutto andasse per il verso giusto. Condì la risposta con una bestemmia e aggiunse che quei [lascio al navigatore la fantasia dell'aggettivo che adottò] bravi ragazzi che glielo stampavano gli sbagliavano tutto ogni volta.

Alla fine me lo fece vedere, il catalogo, pesava due etti, erano migliaia di pagine e costava ogni volta una fucilata. Non parliamo poi della spedizione. Gli proposi di lasciar perdere la pubblicità e di far realizzare il catalogo in formato pdf alla stessa tipografia da far scaricare via web. Io gli avrei fatto il sito, loro il catalogo, poi qualche copia cartacea ma solo per i clienti importanti e la rete di vendita, e solo dopo aver fatto la copia in pdf, in modo da star certi che gli errori, inevitabili su una mole di lavoro simile, fossero corretti prima di andare in stampa. Era diffidente, di quella diffidenza contadina, intelligente ma sempre in guardia.

Dopo un paio di bicchieri di vino in trattoria e un buon arrosto, si decise a provare... Lo seguii docile, aveva bisogno di controllare le situazioni ma mi riconosceva la competenza del mio lavoro e non obiettò quando mi avvalsi di un collaboratore per seguire parti complesse del sito che richiedevano personalizzazioni elevate.

Oggi, malgrado la crisi, è sempre in viaggio per l'Europa, ha fatto un corso di inglese che, malgrado le terrificanti aspettative, gli permette di trattare con una discreta capacità, ha sempre  il suo netbook sotto il braccio e quando va dai clienti gli mostra il catalogo via Internet... il lavoro, per via della crisi, è calato ma se l'è cavata bene, i tipografi, due bravi ragazzi sono più sollevati, si vede meno in ufficio e la segretaria è più serena, io ogni tanto lo sento al telefono... "Buongiorno Izzinosa! Sono di corsa, mi mandi una mail! L'indirizzo è quello nuovo, quello che mi ha dato lei: giovanni, lumachina, nomesito.it!" La sua impresa si occupa di componentistica industriale, è un imprenditore  sanguigno, generoso, aggressivo, geniale, e il suo lavoro lo sa fare bene. Ma la "lumachina", nel suo piccolo, è il suo più grande capolavoro!

giovedì 24 maggio 2012

La curiosità, il vero motore del web

Sovente ci domandiamo: cos'è che muove i navigatori a visitare i siti internet?
Tante risposte, tutte altrettanto valide, possono darci spiegazioni attendibili: necessità specifiche come acquisti, gestione account, consultazioni di documenti, oppure bisogno di dialogo con chi sarebbe difficile da incontrare, divertimento e svago (siti porno compresi) ecc. ma se analizziamo attentamente, e scendiamo di un gradino, sotto le apparenze, ci accorgiamo che sopratutto è la curiosità a muovere frotte di navigatori verso questo o quel sito web.

Tanti anni fa avevo realizzato un sito internet nel settore del commercio delle opere d'arte e dell'antiquariato. Un'idea molto in anticipo sui tempi (parliamo del 1999) non feci alcuna azione per posizionarmi sui motori di ricerca, ma feci stampare migliaia di volantini con solo l'indirizzo del sito e, sul lunotto della mia autovettura, collocai un adesivo che riportava sempre il nome del dominio. Le visite furono tantissime. Il sito era conosciuto nell'ambiente, poi lo vendetti per ragioni pratiche, ma chi lo acquistò godette per diverso tempo di quel lavoro.

Al di là del fatto che oggi molto è cambiato circa il posizionamento sui motori di ricerca, ritengo, per esperienza, che se le persone leggono un dominio sul tram, per strada, ovunque, prima o poi vanno a vistare quel sito. A volte capita di visitare siti il cui dominio si è letto nella foto di qualcuno che si è visto su un social-network.

Quindi è importante cercare di registrare nomi di domini semplici e brevi, poiché più lunghi sono i nomi da digitare, più facile è sbagliarli nella digitazione. E poi utilizzare adesivi, striscioni, volantini con ben chiaro il nome del sito, senza tante indicazioni o spiegazioni, altrimenti si toglie la sorpresa. Ai navigatori piace essere sorpresi. A patto che il sito sia ben fatto.

martedì 15 maggio 2012

Internet per l'artigianato e la piccola impresa

Giovedì 17 maggio 2012, presso il salone Carbotta nella sede della CNA-Torino in via Millio 26, si tiene la presentazione del libro "Internet per l'artigianato e la piccola impresa", scritto da me, Claudio Pasqua e Luciano Corino.
Si tratta di un progetto che ha radici lontane, nasce dalla volontà di spiegare in maniera semplice e immediata, l'utilizzo ottimale del canale Internet per comunicare l'impresa, le sue eccellenze, la sua storia e promuovere efficacemente il business. Il testo è diviso in tre aree: Internet per fare business curato da me, come farsi trovare in rete a cura di Claudio Pasqua e la sicurezza in internet a cura di Luciano Corino. Segue l'appendice di Manuela Martini.

L'evento è ad adesione libera previa prenotazione a mezzo e-mail a astefanoni@cna-to.it.

sabato 12 maggio 2012

Il sito internet fai da te, perché è pericoloso

D'accordo, il macellaio parlerà sempre bene della carne che vende. Io realizzo e produco siti internet e dunque vedo con preoccupazione il proliferare di servizi online che consentono a chiunque, privo di conoscenze tecniche, di realizzare il proprio sito internet.

Ma le ragioni sono altre. Non temo di perdere clienti per questi servizi, anzi, per certi versi mi agevolano e mi garantiscono un futuro. Mi spiego meglio. Ho sempre pensato che ciascuno deve fare il proprio mestiere, dunque, partendo dal presupposto che un sito internet è fondamentamlente un fatto mediatico, ritengo che se c'è chi si improvvisa a fare un mestiere che non è il suo, è un cliente che è meglio perdere che trovare.

Un sito innanzi tutto è un contenitore di contenuti, e contenuti di qualità, tanto che anche i motori di ricerca, Google in testa, con i nuovi algoritmi, puntano a selezionare siti che abbiano contenuti di alto livello qualitativo, e questo è ovvio: vogliono offrire a chi li usa per trovare ciò che cerca, risultati utili ed efficaci. Comunicare è una scienza molto complessa, farlo attraverso un sito internet lo è ancora di più, bisogna avere esperienza commerciale, conoscere i meccanismi psicologici dei navigatori, bisogna avere conoscenze in fatto di sociologia della comunicazione, bisogna studiare e aggiornarsi in continuazione.

Chi fa un altro lavoro non ha tempo per seguire attentamente questi argomenti. Dunque il sito internet che ne uscirà, sebbene possa essere gradito a chi lo ha fatto, ben difficilmente porterà vantaggi, anzi, rischierà di danneggiare la propria immagine. Mi sono già trovato a rifare siti di clienti che si erano rivolti a soluzioni di questo genere o che li avevano affidati a ragazzini e personaggi improvvisati.

I clienti seri e consapevoli prima o poi si rendono conto e si rivolgono ai professionisti o alle agenzie. Gli altri, se non capiscono che fare un mestiere che non è il proprio, vuol dire che non hanno rispetto per il lavoro altrui e quindi anche del proprio in ultima analisi.

Le soluzioni fai-da-te vanno bene per chi ha la preparazione giusta: imprenditori che hanno una formazione umanistica e comunicativa adeguata, che sanno usare come si deve i termini per veicolare bene i concetti attraverso percorsi comunicativi costruttivi e definiti. Per gli altri vale la logica che vale per me quando mi si rompe una scarpa, la porto dal calzolaio, non mi improvviso a ripararla.

giovedì 10 maggio 2012

Perché un sito fa risparmiare?

Per tante ragioni: anzitutto parla dell'azienda e ne diventa la show room virtuale. Se ben organizzato è utile per far scaricare cataloghi, schede e documentazioni che, quando sono cartacee, hanno costi esagerati. Se poi ci rivolgiamo anche a clienti esteri il risparmio è evidente, inviare cataloghi cartacei oltre frontiera, se già è costoso nei nostri confini, è proibitivo.

La carta dunque non serve più? Ma nient'affatto! Serve eccome, anzi, più di prima, ma in maniera diversa, si spedisce solo quello che serve a chi ne fa richiesta esplicita, il suo impiego diventa non più massificato ma specializzato diventando strumento incisivo mirato del nostro marketing. Il sito internet è l'arco, il documento cartaceo è la freccia.

Il sito internet si rivela un ottimo supporto per far parlare di noi, dei nostri progetti, delle caratteristiche di quello che facciamo, diventa molto più facile farci trovare da imprese che operano in mercati complementari al nostro con cui sviluppare rapporti d'affari sinergici.

Un sito internet fa molte cose, ma una su tutte: comunica noi. Teniamone conto quando decidiamo a chi dobbiamo affidarne la progettazione e lo sviluppo.